Il GR221 attraversa la Serra de Tramuntana per 135 chilometri. Lo chiamano la Ruta de Pedra en Sec per via dei muretti a secco che costeggiano il sentiero. Non c’è malta tra queste pietre. Solo un incastro preciso che delimita i vecchi terrazzamenti di ulivi e resiste da secoli. Se decidi di camminarci, preparati a calpestare un pezzo di storia agricola nuda e cruda.
I muretti e il tracciato
Da Port d’Andratx giù a sud fino a Pollença nel nord-est dell’isola, il percorso unisce antichi sentieri di montagna e strade sterrate tra i vecchi possedimenti. Il Consell de Mallorca gestisce la rete escursionistica. E l’idea alla base del progetto è semplice. Cammini per alcune ore al giorno e la sera dormi sotto un tetto solido. A volte il sentiero si stringe così tanto tra i muretti di contenimento che i lati dello zaino sfregano letteralmente contro la roccia.
I rifugi e la zona nord
Il tratto compreso tra Valldemossa (o Deià) e Pollença è la spina dorsale del cammino. Qui la segnaletica è chiara e le infrastrutture sono stabili. Trovi strutture ufficiali gestite direttamente dall’amministrazione locale, come il rifugio di Can Boi o il Pont Romà. Dormire in questi posti richiede una prenotazione sul sito web del Consell. Senza quella non ti fanno entrare. I posti letto sono in camerate condivise dove i tappi per le orecchie servono sempre per isolarsi da chi russa al piano di sotto del letto a castello.
A Tossals Verds arrivi dopo una salita che taglia le gambe ma ti trovi incastrato sotto le cime più alte di Maiorca, con il Puig Major da una parte e il Massanella dall’altra in un paesaggio che ha poco a che fare con le spiagge della costa sud.
Roccia e vallate
La geografia dell’isola cambia in continuazione sotto gli scarponi. Il passaggio vicino alla tenuta de La Trapa ti mette davanti all’isola di Dragonera. Sembra quasi di poterla toccare allungando la mano. Più avanti la discesa verso il porto di Sóller entra dritta nella valle degli aranci. Qui l’aria cambia odore appena perdi quota e ti avvicini alle prime case.
Poi c’è il lago artificiale di Cúber circondato dalle cime brulle, prima di scendere finalmente verso il grande santuario di Lluc. E da lì alla piazza principale di Pollença il dislivello si addolcisce parecchio, chiudendo il percorso su terreni molto più facili.
Cosa serve davvero sul sentiero
Affrontare la Serra de Tramuntana richiede un minimo di logistica. Questo è un trekking di montagna vero e proprio con pendenze serie. Portati scarpe con una suola rigida perché il calcare tagliente dei sentieri in quota distrugge le calzature morbide in un paio di giorni. E l’acqua. Le fonti affidabili scarseggiano e finire la scorta a metà pomeriggio sotto il sole non è una situazione che vuoi vivere.
Le mappe cartacee in scala 1:25.000 servono sempre, anche se l’orientamento di base sembra intuitivo. La serie Alpina copre bene l’intera zona della Tramuntana. Anche se hai scaricato la traccia GPS sul telefono, la batteria muore e i vecchi cartelli di legno ai bivi a volte spariscono o cadono a terra per colpa del vento.
Cerca di organizzare il viaggio ad aprile, maggio o a inizio autunno. In piena estate il caldo rende i sentieri esposti troppo pericolosi da percorrere nelle ore centrali della giornata. Quando piove invece la roccia chiara diventa liscia come il sapone e bisogna abbassare drasticamente il ritmo per evitare scivolate.
Fotografia: mallorca-camins.info (archive)
