Eclissi solare totale a Maiorca — 12 agosto 2026 Scopri di più
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Aree protette e parchi naturali di Maiorca

L’entroterra e le coste di Maiorca contengono una solida rete di parchi e riserve naturali. Molte di queste aree esistono oggi solo grazie alle forti proteste ambientaliste degli scorsi decenni, che hanno bloccato svariati progetti immobiliari a un passo dall’inizio dei lavori. Si tratta di un sistema geograficamente molto vario. Dalle paludi salmastre alle scogliere a picco sul mare. Esplorare questi percorsi ti dà la misura esatta di quanto l’isola sappia essere ruvida.

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di Cabrera

Quando navighi verso sud-est lasciandoti alle spalle Capo Salines, l’orizzonte si riempie quasi subito con il profilo massiccio di Cabrera. È l’unico parco nazionale di tutte le Baleari. L’arcipelago è stato a lungo una base militare ad accesso limitato, un isolamento forzato che ha preservato l’ambiente fino alla sua conversione in area protetta nel 1991. I fondali sono coperti da un tappeto ininterrotto di praterie di posidonia, mentre sulle scogliere nidificano il falco della regina e il gabbiano corso.

Per arrivarci devi prendere uno dei battelli passeggeri che partono da Palma o dalla Colonia de Sant Jordi. La traversata dura meno di un’ora ma il mare in questo tratto può farsi piuttosto mosso nei pomeriggi di maestrale. Sull’isola principale trovi le rovine di un castello e un piccolo museo. Il modo migliore per vedere il resto del territorio è accodarsi a un’escursione organizzata dall’ente parco, l’unico modo per spingersi nelle baie interne chiuse al libero accesso.

Da Sant Elm ad Artà: la costa protetta

Diversi tratti del litorale maiorchino hanno uno status di protezione specifico.

Sa Dragonera

Quest’isola disabitata blocca letteralmente l’orizzonte di fronte alla cittadina di Sant Elm. Negli anni ’70 doveva diventare un enorme complesso turistico, ma oggi è un parco naturale abitato da falchi e da una quantità quasi comica di lucertole endemiche che ti tagliano costantemente la strada sui sentieri di terra battuta. Ci sono percorsi sterrati ben tracciati che salgono ai vecchi fari di segnalazione. I traghetti locali fanno regolarmente la spola dal molo di Sant Elm durante la stagione di apertura.

Cala Mondragó

A sud-est, nel comune di Santanyí, c’è un’area costiera che ha evitato la cementificazione per un soffio. L’area di Mondragó comprende baie di sabbia bianca circondate da fitte foreste di pini. I sentieri qui sono brevi e tagliano direttamente attraverso la macchia mediterranea per sbucare sulle scogliere di roccia chiara. Portati una maschera per fare snorkeling.

La Penisola di Llevant

Le montagne dell’estremo nord-est hanno un aspetto brullo e costantemente spazzato dal vento. Il parco naturale della Penisola di Llevant copre le alture intorno ad Artà. La rete principale di sentieri parte da S’Alqueria Vella e scende verso vecchie torri di avvistamento o calette vuote come Cala Matzocs. Una particolarità di questa zona è la presenza di case rurali tradizionali che le autorità hanno recuperato per usarle come rifugi. Sono strutture di base molto utili per spezzare i trekking lunghi.

Le zone umide del nord

Tra la baia di Alcúdia e i palazzoni di Can Picafort si estende il Parc Natural de s’Albufera. È la zona umida più estesa dell’isola, un crocevia fondamentale per le rotte migratorie di centinaia di specie ornitologiche. L’area si esplora camminando su passerelle di legno sollevate direttamente sull’acqua e sui canali artificiali. È facile vedere aironi o cavalieri d’Italia, soprattutto se arrivi la mattina presto prima che il sole scaldi troppo l’aria piatta della palude.

Poi c’è la Reserva Natural de s’Albufereta. Molto più piccola e stretta in un fazzoletto di terra tra Port de Pollença e Alcúdia. Le piste sterrate periferiche sono ottime per muoversi in bicicletta, e spesso basta fermarsi sul ciglio della strada provinciale per fare birdwatching in tranquillità.

Torrent de Pareis e Fonts Ufanes

Non ci sono solo boschi e spiagge.

Il Monument Natural del Torrent de Pareis è una spaccatura colossale nella roccia calcarea della Serra de Tramuntana, che sfocia a Sa Calobra. Scendere lungo il letto del torrente richiede scarponi rigidi e molta attenzione. Le rocce sul fondo sono estremamente lisce e bisogna usare le mani in parecchi passaggi verticali. Non è una passeggiata turistica.

Le Fonts Ufanes funzionano in modo totalmente diverso. Sono sorgenti carsiche nascoste in un bosco di lecci vicino all’abitato di Campanet. Per la maggior parte dell’anno non vedi assolutamente nulla nel sottobosco asciutto. Ma se piove in modo abbondante e continuo sulle montagne vicine, l’acqua esplode dal terreno allagando la foresta e formando veri e propri fiumi rapidissimi.

Regole pratiche per l’accesso

Camminare in queste aree richiede un minimo di attenzione logistica. La regola di base è restare sui sentieri segnati, non tanto per la paura di perdersi quanto per evitare di calpestare la flora locale o disturbare la nidificazione degli uccelli a terra. E ovviamente porta indietro la tua spazzatura fino ai centri abitati. Nei parchi di montagna o nei canyon stretti devi monitorare costantemente le previsioni meteo, perché un temporale isolato trasforma i letti asciutti in trappole per l’acqua. Per l’ingresso ad alcune riserve o per partecipare alle visite guidate ci sono spesso sistemi di prenotazione ufficiali. Ti conviene controllare le disponibilità online prima della partenza, specialmente in alta stagione quando i permessi giornalieri per zone contingentate come Cabrera si esauriscono con largo anticipo.

Fotografia: mallorca-camins.info (archive)