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Cattedrale di Palma di Maiorca: Guida Pratica a La Seu

I maiorchini la chiamano semplicemente La Seu. La vedi subito arrivando dal mare, un enorme blocco di pietra calcarea che domina la baia. Giacomo I d’Aragona decise di costruirla sui resti della grande moschea di Madina Mayurqa subito dopo la conquista del 1229. Ci sono voluti otto secoli per farla diventare quello che è oggi. Ma andiamo con ordine.

Il cantiere gotico sul mare

Ti accorgi subito della sua posizione. L’abside sembra quasi toccare l’acqua del vecchio porto. La costruzione vera e propria è iniziata nel Trecento sotto re Giacomo II. Da lì i lavori sono andati avanti per centinaia di anni producendo un esempio purissimo di gotico catalano. Le mura esterne sono imponenti e spoglie. E poi c’è il Portal del Mirador del XV secolo, il punto d’accesso storico sulla facciata laterale.

Colonne ottagonali e l’Occhio del Gotico

Dentro c’è un’altezza che disorienta. La navata centrale si regge su colonne ottagonali stranamente sottili per sostenere delle volte a crociera così massicce. La luce filtra dai sette rosoni. Quello sulla facciata principale lo chiamano l’Occhio del Gotico e ha un diametro di dodici metri e mezzo.

Se capiti a Palma intorno all’11 novembre per San Martino o al 2 febbraio per la Candelora, si verifica un fenomeno ottico molto preciso. La mattina presto il sole attraversa il rosone orientale e proietta un cerchio perfetto di luce sulla parete ovest, esattamente sotto il rosone opposto. I calcoli astronomici dei costruttori originali erano impeccabili.

Gli interventi del Novecento e oltre

All’inizio del Novecento il presbiterio aveva bisogno di un restauro. Chiamarono Antoni Gaudí. Tra il 1904 e il 1914 l’architetto ha smantellato il vecchio coro centrale che bloccava la vista della navata. Ha montato un enorme baldacchino sospeso sopra l’altare. Ci ha messo attorno una pala d’altare in tessuto e dei lampadari di metallo che ricordano delle stelle. È un contrasto netto con la pietra nuda. Funziona.

Nel 2007 Miquel Barceló ha messo le mani sulla Cappella del Santissimo Sacramento. L’ha riempita di ceramica policroma. L’opera rappresenta il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Le forme escono direttamente dalle pareti e ricordano il fondale del mare, sfruttando la luce naturale per creare ombre irregolari sulle sculture.

La Cappella Reale e il chiostro

La corona isolana ha il suo pantheon nella Cappella Reale dell’abside. Ci sono tombe e opere che vanno dal periodo gotico a quello barocco sparsi per le numerose cappelle laterali. Passando per il Portal de l’Almoina si sbuca nel chiostro gotico-rinascimentale. Lì accanto c’è la Casa de l’Almoina che oggi ospita l’Archivio Capitolare. Un angolo molto più silenzioso e appartato rispetto al flusso turistico della navata centrale.

Ingresso e orari

Gli orari cambiano in continuazione in base alla stagione e alle funzioni religiose. Il sito ufficiale della Cattedrale è l’unica fonte affidabile da controllare prima di incamminarsi verso il centro. L’ingresso è a pagamento. Esistono riduzioni per studenti e senior, e spesso conviene chiedere direttamente in cassa il biglietto combinato che include l’accesso al Museo Diocesano.

Le regole sull’abbigliamento sono rigide. Niente spalle scoperte o gonne troppo corte, l’ingresso viene bloccato alla porta. Un’audioguida o una visita guidata aiutano parecchio a decifrare la storia delle singole cappelle, ma anche girare senza meta tra quelle colonne rende bene l’idea delle proporzioni del posto.