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Parco naturale di s’Albufera: La natura cruda della baia di Alcúdia

Ti trovi nella baia di Alcúdia. A pochi chilometri dai resort c’è il Parco naturale di s’Albufera, la zona umida più estesa delle Baleari. Niente spiagge affollate o musica ad alto volume qui. Sentirai solo le canne palustri mosse dal vento e il richiamo continuo degli acquatici. Oltre 270 specie usano questa riserva per nidificare o riposarsi durante la migrazione. L’acqua dolce dei torrenti Muro e Sant Miquel scende verso la costa finendo per mischiarsi lentamente con quella salata del mare nei mesi estivi e creando una rete complessa di pozze con salinità diversa su cui cresce una vegetazione completamente differente a pochi metri di distanza.

Un passato da laguna costiera

Nel 1988 la zona ha ottenuto la protezione ufficiale del governo. Molto tempo fa questo bacino era una grande laguna separata dalle onde da un semplice cordone di dune. L’acqua ha portato sabbia e detriti per secoli insabbiando il fondo fino a formare la palude piatta di oggi. Camminando sui sentieri noti subito come cambia il paesaggio. Le zone puramente d’acqua dolce sono piene di pioppi. Ci troverai anche salici e macchie fitte di fragmiti. Spostandoti verso i settori salmastri compaiono piante più basse e resistenti al sale. Le salicornie e i limoniastri macchiano il fango di un rosso scuro molto intenso.

I capanni di legno per l’avvistamento

L’accesso agli stagni è limitato per non spaventare la fauna. Puoi osservare gli animali nascondendoti dentro gli observatoris, strutture in legno posizionate lungo i canali. Da queste feritoie è facile cercare il pollo sultano. Questo uccello dalle zampe sproporzionate è diventato il simbolo ufficioso del parco. Ma ci sono anche aironi rossi e falchi di palude che vivono qui tutto l’anno. In primavera e in autunno il traffico aereo aumenta drasticamente. Fenicotteri e cicogne atterrano per nutrirsi. Arrivano anche anatre e stormi rumorosi di cavalieri d’Italia. Portati un binocolo nello zaino per vedere i dettagli da lontano.

Come muoversi sulla rete dei sentieri

L’ingresso principale si chiama Sa Roca e non costa nulla. Entri e firmi il registro obbligatorio al banco della reception dove lo staff consegna una mappa di carta. Ci sono quattro percorsi principali che coprono più di 30 chilometri. Puoi farli a piedi oppure girare in bicicletta, noleggiandone una direttamente al centro accoglienza se non hai la tua. I cancelli aprono tutti i giorni alle 9:00 e chiudono alle 18:00. L’orario estivo di solito viene allungato nel tardo pomeriggio per sfruttare la luce.

Preparare lo zaino per la camminata

L’escursione richiede pochissima attrezzatura tecnica ma l’ombra scarseggia quasi ovunque. Un cappello e scarpe chiuse bastano per camminare comodi sulla terra battuta. La crema solare serve già da maggio. Tra luglio e agosto l’acqua ferma attira grandi quantità di insetti. Un flacone di repellente chimico forte spruzzato sulle caviglie evita parecchi fastidi.

Se vuoi fare foto serve uno zoom decente sulla macchina per inquadrare gli uccelli dalle sponde opposte dei canali. La regola base della riserva impone di non abbandonare mai i tracciati segnati e di mantenere la voce bassa. Non ci sono cestini lungo i percorsi sterrati interni. Metti in conto di riportare indietro la plastica dell’acqua o la carta del cibo nello zaino finché non torni ai bidoni del parcheggio di Sa Roca.