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Guida ai Campi da Golf di Maiorca: 8 Percorsi Storici

Le recensioni seguenti si basano su descrizioni dei percorsi risalenti al periodo 2007-2010. I dettagli di progettazione e il terreno restano validi, ma le tariffe, la politica di prenotazione e chi gestisce realmente ogni club cambiano nel tempo — verifica sempre il sito ufficiale di ogni campo prima di prenotare.

Son Vida

Il campo da golf più antico dell’isola, disegnato da F.W. Hawtree. Nel 2001 il campo è stato chiuso temporaneamente per lavori sull’acqua potabile, e l’architetto Kurt Rossknecht ha rimodellato i bunker e i fairway delle ultime cinque buche, allungando il percorso di oltre 80 metri. Numerosi dogleg offrono la possibilità di accorciare il percorso rischiando. I pericoli principali sono i bunker su entrambi i lati dei green, alcuni rari ostacoli d’acqua (alle buche 16 e 18) e gli alberi di pino, palma e mandorlo. Dal tee il campo sembra stretto, ma i fairway si allargano alla distanza di drive. I green sono rotondi, piatti e leggermente rialzati. Pur essendo circondato da zona residenziale, il campo conserva un aspetto naturale ed è consigliato a giocatori di ogni livello.

Capdepera

Campo par 72 da 18 buche, disegnato da Don Maples e inaugurato nel 1991, situato nella zona rurale dell’est di Maiorca. Ha 6 laghi e combina fairway larghi con altri più stretti. Al momento della recensione, 4 buche erano state modificate di recente: la buca 4 è diventata un par 3 corto con un lago dietro il green; la buca 8 ha ricevuto un tee bianco che trasforma la buca in un dogleg par 5 a sinistra; anche la buca 10 è diventata dogleg a sinistra, con pericoli come il lago, una torre dell’acqua e un vecchio muro a secco; alla buca 11, i giocatori con handicap alto hanno ora un approccio più sicuro dal lato sinistro del fairway.

Andratx (Camp de Mar)

Inaugurato nel 2000, disegnato da Gleneagles Golf Development. L’Hotel Royal Dorint, accanto al green della buca 18, offre un soggiorno a cinque stelle, e la club house è dello stesso livello. Il campo ha oltre 60 bunker e sette laghi, con fairway stretti e impegnativi — parte del percorso è circondata da sviluppi immobiliari, ma il resto resta immerso nel paesaggio naturale maiorchino.

Golf Park (Puntiró)

Il campo è pensato per essere equo con la maggior parte dei giocatori, con diverse zone di partenza a seconda del livello e fairway spesso leggermente rialzati. Ricorda il percorso da campionato di Montecastillo, nel sud della Spagna, disegnato anch’esso dal team Nicolas — anche se Golf Park è un po’ più corto e meno accidentato. Al momento della recensione, il campo era gestito dal Golf Park Group, che gestiva anche il percorso di La Moraleja a Madrid (dove si è giocato l’Open di Spagna) ed era coinvolto nel nuovo campo da campionato Finca Cortesina a Málaga — verifica chi lo gestisce oggi. Il tracciato è costruito su un bosco naturale, con particolare attenzione alla protezione della fauna locale. L’acqua entra seriamente in gioco alle buche 7 e 8, e di nuovo alla 15 e 16. Il campo è facile da percorrere a piedi, e la club house ha una terrazza con vista sul percorso.

Bendinat

La recensione originale copre le prime sei buche. La buca 1 è un par 4 con ferro lungo verso la zona di atterraggio, seguito da un secondo colpo in salita verso un green a terrazze, protetto da due bunker. La buca 2, par 3 di 100 metri, scende con bunker su entrambi i lati e un ruscello davanti. La buca 3, par 4 di 330 metri, è un dogleg a sinistra con un bunker sul fairway; il green è protetto da bunker profondi, e superarlo viene penalizzato duramente. La buca 4, par 4 in dogleg a destra, ha acqua a destra che taglia verso il fairway e di nuovo davanti al green. La buca 5, par 4 di 396 metri, ha una partenza oltre la cresta di una collina, seguita da un approccio in discesa verso un green ampio. La buca 6, par 4 di 380 metri, è dritta, con bunker profondi tipo pot a sinistra e un bunker a destra a protezione dell’approccio.

Poniente

Percorso con pini maturi lungo molte buche, con numerosi dogleg e bunker strategici. La prima metà include qualche buca con acqua in gioco fin dal primo colpo (buca 1, con acqua a sinistra del green in fase di approccio). La seconda metà è più impegnativa dal punto di vista dell’acqua — le buche 10 e 11 hanno green molto protetti da acqua e bunker, e anche le buche 12 e 15 (par 3) hanno acqua in gioco. La buca finale, un par 5 in discesa, è raggiungibile in due colpi dai giocatori più potenti, ma l’ingresso stretto al green, con acqua a sinistra e alberi a destra, richiede un colpo molto preciso.

Santa Ponsa

Percorso lungo, con la fama di essere uno dei più impegnativi della zona se giocato dai tee bianchi. Molte buche hanno acqua in gioco — la buca 2 ha un ruscello lungo il fairway destro, e diverse buche della seconda metà hanno acqua in fase di approccio (10, 16). La buca 12, par 3 lungo, ha un green rialzato a due livelli, protetto da bunker profondi davanti — difficile da raggiungere. La buca finale, par 4 di 390 metri in dogleg a destra, richiede un drive lungo per raggiungere il green in due colpi, molto ben protetto da bunker.

Son Muntaner

La prima buca, par 4 in dogleg a destra, ha come pericolo principale il fuori limite sul lato destro, accanto al campo pratica. Diverse buche della prima metà hanno acqua in gioco (2, 3, 4). Il percorso ha numerosi tee rialzati e green protetti da bunker lungo tutto il tracciato. La buca 15, par 5 di 517 metri, ha una zona di atterraggio stretta da un tee rialzato, con pericolo su tutto il lato sinistro dove si trova il confine del campo. La buca finale, par 4 di 352 metri, richiede un drive preciso verso il lato destro del fairway per evitare gli alberi che tagliano verso il fairway da quel lato.