Manacor e Porto Cristo propongono in ottobre un ciclo teatrale sull’identità e sulle rondalles, con tre spettacoli gratuiti. Lo organizzano la Junta de Districte de Porto Cristo e la Institució Pública Antoni M. Alcover, con un contributo del Consell de Mallorca (CACIM).
Attenzione a come si entra, perché non è uguale per tutti e tre. I primi due hanno posti limitati e prenotazione su enviumanacor.com; il terzo è a ingresso libero fino a esaurimento posti, senza prenotazione.
Venerdì 9 ottobre, 20:00 — «Guaret»
Alla Institució Pública Antoni M. Alcover. Uno spettacolo autobiografico sullo sradicamento culturale: qualcuno nato a Maiorca, da madre castigliana e padre maiorchino, che arriva alla maturità con l’inquietudine di non appartenere a nessun luogo. Regia di José Martret, in scena Pedro Mas e Joana Castell, autori anche del testo. Produzione La Mecànida Prod. Con prenotazione.
Venerdì 16 ottobre, 20:00 — «Una flor no fa estiu»
Sempre alla Institució Alcover. È una versione libera per adulti della rondalla La flor romanial: il viaggio di Bernadet alla ricerca del fiore, la sua piccola odissea. Testo, scenografia, costumi, luci, suono, regia e interpretazione sono di Salvador Miralles e Sebastià Adrover. Con prenotazione.
Domenica 18 ottobre, 11:30 — «En Pere de sa xulla»
Al Centre de Cultura de Porto Cristo, e questo è per il pubblico familiare, con bambini dai 5 anni. La rondalla è messa in scena con burattini a guanto sopra un piccolo palcoscenico di stoffa su struttura di legno. Lo spettacolo si apre con un’introduzione del burattinaio che inquadra la figura di Antoni Maria Alcover. Adattamento e regia di Antoni Rubio, produzione Lo Peix Daurat. Ingresso libero fino a esaurimento.
Il filo conduttore non è casuale. Come spiega la stessa istituzione, le rondalles maiorchine sono quelle che «ci ha fatto arrivare Antoni M. Alcover»: racconti popolari di radice maiorchina, spesso ambientati in paesi e coste riconoscibili dell’isola. La sede dell’istituzione è un casale storico nel centro di Manacor, in carrer del Pare Andreu Fernández, 12.
