Ti trovi a 49 chilometri da Palma, nel nord di Maiorca. Santa Margalida è prima di tutto terra contadina. Copre un’area vasta di circa 8.500 ettari dove i campi coltivati sfumano lentamente verso la costa. Confina con paesi dell’entroterra come Muro, Llubí, Maria de la Salut e Petra. Oggi ospita circa 5.500 residenti stabili.
La zona balneare si concentra quasi tutta attorno a Ca’n Picafort. Lì c’è movimento continuo. Trovi un lungomare chilometrico e spiagge di sabbia fine dove i turisti si accalcano nei mesi estivi. Ma se ti sposti più a est arrivi a Son Serra de Marina. Il cemento diminuisce visibilmente. L’ambiente diventa più aspro, lasciando spazio a distese naturali come la spiaggia di Sa Canova, che segna il confine con il territorio di Artà.
Storia e cultura
I resti sparsi per le campagne appartengono a epoche antichissime. Sulla spiaggia di Son Real puoi camminare letteralmente accanto a una necropoli fenicia. Subito dopo emerge S’Illot des Porros. A Son Serra de Marina si ergono la Cova de ses Ninetes e un antico talaiot. Non servono guide esperte per notarli. Molti di questi siti archeologici spuntano all’improvviso tra la vegetazione secca, senza troppe recinzioni a separarli dai sentieri di terra battuta.
Vita e tradizioni locali
Se cerchi il vero polso della cittadina vai al mercato. A Santa Margalida banchi e venditori occupano le strade il martedì e il sabato mattina. A Ca’n Picafort l’appuntamento slitta al venerdì. E c’è una fiera molto sentita la seconda domenica di aprile. È la Fira d’Abril, interamente dedicata all’agricoltura e agli animali da allevamento. In estate il calendario si riempie in fretta. Il 20 luglio si festeggia la patrona, mentre a metà agosto Ca’n Picafort celebra l’Assunta. Anche le frazioni di Son Serra de Marina e Serranova hanno la loro ricorrenza il 31 luglio. Poi arriva il primo fine settimana di settembre con la festa de “La Beata” per Santa Catalina Tomás. Un evento che blocca le strade.
L’economia locale vive di turismo, ma l’artigianato resiste tenacemente. Troverai diversi laboratori che lavorano la pelle per produrre cinture e borse robuste. Siediti in una trattoria lontana dal lungomare per provare le sopes maiorchine. Oppure ordina un piatto di frit de matances. Una preparazione rustica di maiale e verdure che conserva il sapore ruvido delle vecchie cucine di campagna.