Lascia perdere la sabbia fine. Cala Banyalbufar Γ¨ una striscia di ciottoli rossastri lunga cento metri proprio sotto l’abitato. Lo spazio Γ¨ aspro e largo appena quindici metri. I sassi, che da queste parti chiamano bolos, sono grandi. Stenderci sopra un asciugamano sottile risulta parecchio scomodo. Ma l’acqua ripaga decisamente la fatica.
Arrivi alla riva scendendo una vecchia scalinata in pietra. Sopra di te incombe un’alta parete rocciosa che negli anni Γ¨ stata rinforzata con pesanti reti per contenere le frane. L’accesso esclusivamente a piedi scoraggia chi cerca la comoditΓ a tutti i costi. E questo mantiene la baia mezza vuota anche nei pomeriggi di agosto.
Acqua e fondali
L’onda batte in modo costante sulla costa. Non troverai un chiosco per comprare l’acqua e non ci sono bagni pubblici. Devi scendere con tutto il necessario nello zaino. Il mare sempre in movimento mantiene pulitissimo il fondale di roccia, creando condizioni ideali se fai immersioni. Spesso incroci persone del posto che pescano in silenzio direttamente dagli scogli laterali.
Parcheggio e chiusure invernali
Lasci l’auto nei parcheggi su in paese e prosegui a piedi. I ristoranti si trovano tutti nella zona abitata. Durante l’inverno il passaggio sulle scale viene del tutto sbarrato per il rischio concreto di crolli di terra dopo le piogge forti. Chi naviga usa quasi sempre Port de Soller per i servizi logistici. Occhio a dove metti i piedi sui ciottoli bagnati vicino all’acqua perchΓ© diventano molto scivolosi.
Foto: Mirkaah, tramite Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).
Esperienze consigliate
Alcune esperienze legate a questo argomento, prenotabili online:
