Muro taglia la pianura settentrionale di Maiorca fino ad arrivare al mare. Si trova a circa 40 chilometri da Palma e confina con Alcúdia, sa Pobla e altri piccoli comuni agricoli della zona. Qui vivono quasi seimila persone in uno dei centri storici più intatti dell’isola. Passeggiando tra le case signorili del Settecento noti subito un ritmo diverso. C’è un museo etnologico dedicato alla vita rurale maiorchina prima del boom turistico.
La costa cambia completamente faccia. Platges de Muro è un arenile largo e piatto appoggiato al Parc Natural de s’Albufera. Ha dune protette e una lunga pineta che fa da barriera naturale allo sviluppo alberghiero. Sulla sabbia trovi l’insediamento di ses Casetes des Capellans. E ogni sabato mattina spunta un mercato proprio sulla spiaggia.
Cosa vedere nel centro storico
Il museo etnologico dipendente dal Museo di Maiorca è un buon punto di partenza. Da lì puoi camminare fino alla plaza de toros “La Monumental”. Ha una lunga tradizione taurina alle spalle. Poi c’è il chiostro del convento dei Minimi. Oggi lo usano per attività educative e culturali, ma l’architettura dei suoi portici rende l’idea di come fosse la vita religiosa da queste parti. Le strade di pietra sono compatte. Ti fanno capire la differenza tra le zone costruite per i turisti e i paesi veri.
Il calendario dei mercati e delle feste
La domenica mattina il paese si sveglia presto. Il mercato municipale coperto e la Plaza Mayor si riempiono di banchi e di residenti. Se invece capiti di sabato, l’appuntamento si sposta direttamente sulla sabbia a Platges de Muro. Il calendario agricolo detta ancora le regole. La Fira de Sant Francesc cade la domenica dopo Pasqua e mette in mostra il bestiame e l’artigianato locale legato alla terra. A novembre c’è Sa Fira. Le feste popolari riempiono le piazze per Sant Antoni a metà gennaio o per Sant Joan a fine giugno. E il lunedì dopo Pasqua si cammina. La Romería de Sant Vicenç è un pellegrinaggio a piedi che arriva fino all’oratorio. Molti abitanti lo fanno ogni anno.
Il cibo del posto
A Muro si cucina quello che offrono i campi e le paludi. Le anguille della vicina Albufera sono il pilastro della gastronomia locale. Finiscono dritte nei “fideus amb anguiles”. È un piatto di vermicelli denso e dal sapore molto forte. Un’altra preparazione che capita di vedere spesso nelle vecchie case è la “carabassa cuinada”. Si tratta di zucca cucinata seguendo una ricetta che richiede molta pazienza. Pochi ingredienti scelti bene.
Foto: Chixoy, tramite Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).
