365 gradini di pietra fiancheggiati da cipressi. È El Calvari. Salire fin lassù sotto il sole ti fa capire la devozione del posto, o almeno ti regala una vista netta sulla baia. Il venerdì santo la processione del Davallament scende esattamente da qui rievocando la deposizione di Cristo.
C’è un ponte romano proprio all’ingresso del paese. Nessuno sa esattamente quando sia stato costruito. Eppure è una delle pochissime tracce di quell’epoca sopravvissute sull’isola.
Port de Pollença fa sempre parte del comune. Un tempo ci vivevano solo pescatori. Oggi lungo la baia riparata trovi soprattutto famiglie in vacanza.
La fondazione sotto il Puig de María
I Vandali distrussero l’antica Pollentia romana nel 426. I sopravvissuti si spostarono e iniziarono a costruire le prime case sulle pendici del Calvario. Gli arabi arrivarono nel 902. Poi il 31 dicembre 1229 il re Jaime I prese definitivamente Maiorca.
La bandiera locale racconta molto dell’orgoglio di chi vive qui. È stata creata nel 1542. Precede di ben 243 anni quella nazionale spagnola. E lo stemma risale addirittura a prima del 1300. Ogni 2 agosto la piazza principale esplode letteralmente per le feste di Nostra Signora degli Angeli. I residenti mettono in scena la battaglia tra Mori e Cristiani. Una confusione incredibile di figuranti sudati che blocca le strade per ore rievocando la vecchia vittoria sul pirata Dragut.
Gallerie d’arte e tradizioni secolari
Pollença dista 53 chilometri da Palma. Arrivarci significa attraversare una piana agricola che d’estate diventa secca prima di sbattere contro le montagne. Il territorio è vasto, sfiora i 14.600 ettari e tocca luoghi isolati come il Castell del Rei o le scogliere di Formentor.
Dentro l’antico Convento di Santo Domingo trovi il Museo Municipale d’Arte. Nel Museo d’Arte Religiosa è invece conservata una tavola gotica del 1395 dipinta dal Maestro Frances Comes e un retablo di Juan Antonio Horns. Passeggiando in centro vedrai gallerie e botteghe che vendono ceramiche e le tradizionali robes de llingues. Ad agosto organizzano un concorso internazionale di pittura. La musica prende spazio tra luglio e agosto con il Festival fondato nel 1962 dal violinista Philip Newman. D’inverno c’è un ciclo di concerti indipendente tra novembre e aprile.
Il mercato della domenica mattina occupa le vie del centro storico. Quello del porto si fa di mercoledì. Entrambi segnano il ritmo della settimana per i circa 12.500 residenti. A novembre c’è la Fira d’Artigianato. Poi arrivano le vecchie celebrazioni invernali. Il 17 gennaio accendono il Pi de Sant Antonio. Durante il Corpus Domini spunta il Sant Joan Pelos, una strana danza le cui origini si perdono nel quattordicesimo secolo in mezzo ai riti di paese.
Foto: Kritzolina, tramite Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).
Puoi arrivare in autobus TIB, linea 322 — consulta la guida delle linee di autobus.
