Oltre la fascia costiera
Se guidi per 72 chilometri da Palma verso est arrivi dritto a Son Servera. Molti turisti finiscono per confonderla con la vicina Cala Millor. In realtà le due zone condividono solo una parte dello sviluppo alberghiero insieme al comune di Sant Llorenç des Cardassar. Il nucleo urbano di Son Servera mantiene un’identità nettamente separata. I suoi ottomila residenti vivono su un territorio di 4300 ettari che confina con Artà e Capdepera. Più in là tocca anche i limiti di Manacor e San Llorenç. E camminando per il centro te ne accorgi subito.
L’edificio più evidente è l’Esglèsia Nova. È una chiesa del diciannovesimo secolo lasciata a metà con la torre incompleta che spunta spoglia tra i tetti bassi. A pochi passi trovi la vecchia Esglèsia de Sant Joan Baptista. Il venerdì mattina la Plaza del Mercado si riempie per il mercato settimanale e i banchi della frutta bloccano quasi del tutto il passaggio pedonale.
Il calendario locale e la costa
L’inverno qui è molto silenzioso. Ma a Son Servera i primi mesi dell’anno portano un po’ di trambusto. Il 17 gennaio gli abitanti festeggiano Sant Antonio Abad. Appena un paio di settimane dopo arriva la festa di Sant Ignaci il 1° febbraio. A giugno ci sono le celebrazioni per San Giovanni il giorno 24. Quando l’aria si scalda sul serio le feste si spostano direttamente sul mare con la Festa del Carmen a Cala Bona.
Scendendo verso l’acqua il paesaggio cambia del tutto. La Costa dels Pins è un’area residenziale di chalet nascosti tra fitte pinete. Si trova a ridosso di Punta de N’Amer, una zona protetta dove le scogliere calcaree si alternano a insenature strette tra Cala Millor e Cala Bona. Spingendoti lungo questo tratto di litorale vedi la Capella des Port Nou e la vicina torre di guardia costiera, la Torre des Port Nou. L’odore di resina dei pini in questa curva della strada è fortissimo anche nelle giornate coperte.
Pietre antiche e colline
L’entroterra è pieno di costruzioni megalitiche preistoriche chiamate talaiot. Queste torri di pietra si trovano sparse nei campi agricoli. I siti del Talaiot de Son Corb e del Talaiot de Pula sono i più accessibili. C’è anche il Talaiot de Sant Jordi poco distante. Il terreno attorno a queste rovine non è quasi mai piatto ed è segnato da una serie continua di rilievi. I residenti usano ancora i vecchi nomi geografici per orientarsi. Sentirai nominare il Puig de sa Font i sa Fonteta o il Puig de ses Talaies.
L’orizzonte è chiuso dal Puig de s’Ovelleta e dal Puig des Moro. Più in fondo si nota il profilo del Puig Negre de sa Torre. Completano il panorama il Puig de ses Fites e la zona di Es Mal Lloc. Senza tralasciare il Puig Gros. Camminare in questo settore dell’isola significa fare i conti con un saliscendi su sentieri dove la terra friabile si sgretola facilmente sotto le scarpe.
Foto: Olaf Tausch, tramite Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).
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