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GR221: La Ruta de Pedra en Sec attraverso la Serra de Tramuntana

Percorrere il GR221 significa camminare sui sassi. Tanti sassi. La Ruta de Pedra en Sec taglia la Serra de Tramuntana per circa 135 chilometri, partendo da Port d’Andratx a sud-ovest fino a chiudersi a Pollença. Lascia a casa le scarpe a suola morbida perché la pavimentazione antica ti distruggerà le piante dei piedi in mezza giornata. E l’umidità pungente che sale dal mare la mattina presto, prima che il sole colpisca i crinali.

I muri a secco e i terrazzamenti

Chi ha costruito queste mulattiere secoli fa non pensava agli escursionisti. Servivano a collegare i villaggi isolati della montagna e a far passare i muli carichi. Le pietre sono incastrate a mano senza un grammo di malta. Oggi formano chilometri di terrazzamenti che si arrampicano sui fianchi delle montagne in modo quasi illogico, sfidando la gravità. Camminare qui richiede attenzione costante a dove metti i piedi. Quando piove il calcare levigato diventa scivoloso come sapone. C’è un odore fortissimo di rosmarino selvatico calpestato che ti accompagna per ore, un dettaglio che ti rimane addosso anche quando togli gli scarponi a fine giornata.

Le otto tappe da Andratx a Pollença

Il percorso ufficiale prevede otto giorni di marcia. La partenza da Port d’Andratx ti butta subito in salita verso le rovine del vecchio monastero di La Trapa. Da lì si passa per Estellencs e Banyalbufar, seguendo la linea della scogliera a picco sull’acqua prima di piegare drasticamente verso l’interno. Il Barranc de Biniaraix è una salita implacabile a gradini di pietra che ti fa sudare ogni singolo metro di dislivello, ma ti porta direttamente al cuore della catena montuosa.

Arriverai al santuario di Lluc con i polpacci in fiamme. Poi c’è l’ultima discesa verso Pollença, molto più clemente sulle ginocchia. Esiste anche una deviazione tracciata, il GR222, che punta a est verso Artà per chi vuole allungare il cammino.

Dormire e mangiare lungo il sentiero

La rete dei rifugi gestiti dal Consell de Mallorca salva la schiena. Non devi portarti dietro la tenda o il fornelletto. Il Refugi Tossals Verds è piazzato in un punto isolato e perfetto nel mezzo della montagna, mentre Can Boi a Deià e Muleta a Port de Sóller ti riportano momentaneamente vicino alla civiltà. Prenota i letti con mesi di anticipo tramite il portale ufficiale. In autunno i posti spariscono in fretta.

Portati sempre dei tappi per le orecchie. I generatori di corrente a gasolio di alcune strutture isolate partono all’alba e fanno tremare i muri delle camerate. I letti a castello sono spartani ma i pasti caldi serali riempiono lo stomaco dopo ore di dislivello.

Quando partire e cosa infilare nello zaino

Dimentica i mesi estivi. Tra luglio e agosto la Tramuntana è una fornace e le fonti d’acqua naturali lungo il sentiero si prosciugano completamente. Punta su aprile o ottobre. Metti nello zaino molta più acqua di quanta pensi ti servirà per la tappa tra Sóller e l’area del bacino di Cúber, lassù non c’è letteralmente un metro d’ombra per ore.

I bastoncini telescopici sono fondamentali per assorbire l’impatto sulle discese lastricate. Le mappe fisiche cartacee servono ancora. Il segnale GPS sparisce regolarmente nei canyon più stretti e i cartelli direzionali in legno a volte si perdono nella vegetazione fitta o cadono a terra. Segui i cumuli di pietre lasciati dagli altri camminatori quando il sentiero si confonde con le rocce circostanti.

Fotografia: mallorca-camins.info (archive)