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La natura di Maiorca oltre le spiagge

Se vai a Maiorca probabilmente hai in mente il mare. Ma l’entroterra dell’isola è montuoso e aspro. Ci sono gole di roccia e fitte foreste che la maggior parte di chi prenota un resort ignora del tutto.

La Serra de Tramuntana

Il GR221 è un sentiero lungo la costa nord-ovest. La chiamano la via della pietra a secco. Attraversa villaggi antichi come Valldemossa e Deià passando per vecchie tenute agricole. È un percorso decisamente faticoso. Le cime qui cambiano il paesaggio. Il Puig Major è la vetta più alta ed è molto spesso coperto da banchi di nebbia. A Sa Calobra trovi invece il Torrent de Pareis, una gola profonda scavata dall’acqua nel corso dei millenni. Tra queste montagne vive la capra selvatica maiorchina, nota come Myotragus balearicus. Si tratta di un relitto dell’era glaciale che si è adattato a queste rocce. E riesce ad arrampicarsi dove nessun altro animale si avventurerebbe mai.

Piante e foreste

Il pino d’Aleppo cresce aggrappato direttamente alle scogliere a picco sul mare. Sulle dune di sabbia trovi la salicornia o il ginepro fenicio. Hanno foglie molto spesse per resistere all’aria salmastra. Appena ti sposti verso l’interno l’odore dell’aria cambia radicalmente per via del mirto e del rosmarino. Il lentisco cresce ovunque tra i sassi, formando macchie dense che si prendono tutto lo spazio disponibile finché non si arriva alle zone più umide della Tramuntana, dove all’improvviso subentrano vecchi boschi di lecci che bloccano il sole e abbassano la temperatura di parecchi gradi.

Gli animali dell’isola

Molti uccelli nidificano lungo la costa. Il gabbiano roseo si riconosce dal becco color corallo e dalle zampe verde oliva. C’è anche il grifone, un avvoltoio reintrodotto da poco che sfrutta le correnti termiche per planare in quota. Di notte escono a cacciare la civetta e il gheppio. Sott’acqua la situazione è severamente regolamentata. Le praterie di Posidonia oceanica ospitano le cernie e i cavallucci marini. Le normative per proteggere questi fondali sono rigide e applicate in modo severo.

Le aree protette

Alcune zone di Maiorca hanno regole ferree per gestire l’impatto dei visitatori.

Parc Natural de s’Albufera

Questa è la zona umida più grande delle Baleari. Cammini su passerelle di legno strette sollevate sull’acqua. Ci vedi gli aironi. Qualche volta anche i fenicotteri oppure il falco di palude, se sei fortunato con gli orari.

Parc Natural de Mondragó

Si trova sulla costa sud-orientale, proprio a ridosso di Cala Mondragó e S’Amarador. Alle spalle della sabbia ci sono stagni costieri e vecchie torri di avvistamento. L’area mostra esattamente come funzionava l’agricoltura locale prima dell’arrivo del turismo di massa.

Parc Natural de la Península de Llevant

L’estremo nord-est dell’isola è vuoto e battuto dal vento. I sentieri salgono sulle colline aspre per poi scendere verso baie isolate come Cala Estreta. Non c’è molto altro.

Parc Nacional Marítim-Terrestre de l’Arxipèlag de Cabrera

Per arrivare qui devi prendere una delle barche autorizzate che partono da Colònia de Sant Jordi. L’isola principale ospita un castello del Trecento. Ci trovi un sacco di lucertole endemiche e grotte sottomarine lungo la scogliera. L’acqua ha un livello di trasparenza notevole.

Parc Natural de sa Dragonera

Da Sant Elm si vede subito la sagoma a forma di drago di questa piccola isola. Ci nidifica la berta maggiore. Salendo verso il faro tramite i sentieri in pendenza si vede molto bene tutta la costa della Tramuntana.

Regole pratiche

Molte di queste riserve richiedono la prenotazione online per l’ingresso. Il sistema serve a bloccare l’accesso quando i numeri salgono troppo. Se fai snorkeling usa creme solari biodegradabili. Resta sempre sui sentieri. Non calpestare le aree recintate per la nidificazione e non raccogliere le piante. L’ecosistema ha un suo equilibrio fragile. Quindi fai semplicemente attenzione a come ti muovi.