Oltre seimila ettari di roccia e pendenze continue. Escorca è il comune meno abitato di Maiorca ma copre la fetta più aspra dell’isola. Include il Puig Major, la cima più alta di tutte le Baleari. Arrivi qui lasciandoti alle spalle Palma per circa 47 chilometri e ti trovi a ridosso dei confini di Fornalutx, Bunyola, Alaró, Mancor, Campanet e Pollença. I registri approssimativi del 2002 contavano circa 6.750 persone in totale.
Gran parte di questo territorio è spaccato a metà dal Torrent de Pareis. Questa gola profonda taglia le pareti in verticale e finisce dritta nella cala di Sa Calobra. Ci arrivi scendendo lungo una strada famosa per la sua serie infinita di tornanti. Oppure a piedi, partendo dal Monasteri de Lluc e seguendo la pendenza della valle. La Serra de Tramuntana domina ogni visuale e ospita anche il minuscolo borgo di Tuent e la zona di Sa Font Cuberta. Spesso c’è un forte odore di pino umido e terra fredda anche in piena estate.
Il perno della montagna
Chi va a messa e chi ha gli scarponi incrostati di fango condivide lo stesso piazzale. Il santuario dedicato alla Mare de Déu de Lluc funziona dal Medioevo come centro spirituale e logistico per chiunque passi di qua. Entri per dare un’occhiata alla navata e subito dopo ti ritrovi fuori a cercare l’imbocco del percorso de “Els Misteris” verso la località di Es Pujol. Un sentiero di pietra sbiancata e consumata dai passi.
I negozietti vicini all’ingresso vendono articoli molto diversi tra loro. Trovi le classiche immaginette della Vergine appoggiate accanto ai dischi incisi dal coro locale dei “Blavets”. Ci sono anche libri pesanti che raccontano la storia del monastero. La gente compra una spilla o una cartolina e riparte verso i crinali.
Calendario e tavola
Il 29 giugno si festeggia Sant Pere intorno all’omonima chiesa romanica di Escorca. Sa Calobra ha invece la sua cappella dedicata a Sant Llorenç, fulcro delle celebrazioni che coinvolgono anche la vicina baia di Tuent. Ma a Lluc le date da ricordare sono altre. Il 10 agosto si tiene la Festa de la Coronació. E poi c’è la Festa de la Diada, fissata sempre la domenica più vicina al 12 settembre. In quelle occasioni il chiostro si riempie a dismisura. Volti noti, le stesse famiglie del posto che tornano ogni anno per pura abitudine o devozione.
Non cercare un mercato settimanale. Manca del tutto. L’unica vera attività commerciale quotidiana ruota attorno ai portici del santuario. Per mangiare ti fermi nei ristoranti a conduzione familiare sparsi lungo le strade principali. Servono autentica cucina maiorchina. Piatti robusti, senza troppa cura per l’impiattamento, pensati apposta per chi ha speso le ultime ore faticando sui pendii della montagna.
Foto: JYB Devot, tramite Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).
